Bulova 63F80, cronaca di un sogno

Solitamente realizzati da maison di nobile lignaggio e tradizioni storiche, i regolatori costituiscono un capitolo a se

Il regolatore Bulova 63F80, prodotto in soli 399 esemplari

stante nella Storia dell’Orologeria, per la particolarità della loro natura tecnica e per la singolarità della lettura dell’orario.

Il nome deriva dal fatto che spesso venivano utilizzati dagli orologiai o da altri professionisti che avevano necessità di controllare il tempo, e quindi si affidavano a strumenti particolarmente precisi e curati.

In origine il nome veniva attribuito a qualsiasi tipo di orologio, ma con l’andar del tempo divenne significativo di quei segnatempi che marcavano l’ora attraverso due quadranti distinti: uno per le ore e l’altro per i minuti.

Dicevo poc’anzi che i regolatori, nella nuova accezione del termine, sono particolarmenti amati. I collezionisti, infatti, li considerano una complication molto pregiata.

Ad avvalorare questa tesi vi è infatti la rarità di queste realizzazioni, che fuggono la banalità e si impongono per bellezza.

Bulova, sempre sensibile al fascino dell’Orologeria d’Autore, ha creato il proprio Regolatore nel 2006, iniziando il suo 131° anno dalla fondazione, e lo ha fatto con il modello 63F80, in serie numerata e limitatissima di soli 399 esemplari.

I fortunati possessori di questo capolavoro, possono bearsi della fine fattura di questo modello, che, sorprendentemente si presenta in una veste rettangolare che rende ancora più particolare l’insieme.

In omaggio alla più pura tradizione, invece, il quadrante, lavorato a perlage, e quindi a microsolchi ma suddivisi in settori a stile soleil, e rigorosamente bianco (o meglio, come l’amico Luca Manni mi chiede di precisare, in argento).

Il contatore superiore, sobrio nela sua circonferenza scavata, mostra i classici numeri romani, racchiusi da un cerchio concentrico con il primo, e nel cui arco inferiore si legge l’indicazione “chronometre”.

Ognuno dei 399 Bulova 63F80 prodotti ha infatti ottenuto la certificazione C.O.S.C., molto ambita in ambito tecnico.

Le lancette sono bluettate, e quelle di ora e minuti hanno la forma più romantica utilizzata in Orologeria, e che ne ricorda la profonda Storia.

Quella dei secondi continui, invece, elegantemente posta nel contatore a ore “6″, riporta in coda il tipico diapason distintivo del brand.

Soffermandoci ancora sul contatore dei secondi continui, notiamo e apprezziamo l’ottima scelta di decorarlo in “chemin de fer”, il che contribuisce ancor di più a rendere Bulova 63F80 un “signore del tempo che fu”.

Le anse sovrapposte alla cassa, affondano le radici nello stile “decò”, ma sono interpretate in chiave moderna per meglio armonizzarsi con la corona di carica, zigrinata e tornita nel centro, con una decorazione moderna che solletica per contrasto.

Il movimento è meccanico a carica automatica, ed è un’elaborazione di una base Eta 2892-2 da parte di Dubois Depraz, con l’aggiunta della personalizzazione per quanto riguarda la complication.

Alcune scelte di Bulova impreziosiscono l’orologio dal punto di vista tecnologico, come ad esempio il bilanciere in Glucydur, mentre altre valorizzano l’aspetto tecnico o estetico, come il vetro in zaffiro bombato e la cassa in acciaio 316L.

I ponti sono decorati a “cote de Genève”, e le viti sono, come le lancette, bluettate, a conferma dell’alta cura del dettaglio.

Particolarmente godibile l’intaglio a mezzaluna del fondello, che lascia intravedere il movimento e scopre parte della massa oscillante.

In definitiva i pochi possessori di questo splendido pezzo da collezione possono andare ben fieri del loro investimento: Bulova 63F80 è un orologio il cui valore è destinato a crescere nel tempo.

Si ringrazia il sig. Luca Manni, uno dei fortunati possessori di un Bulova 63F80, il quale con garbo e competenza mi ha spronato nelle ricerche.