Casio Pro-Trek. Il Mio Pensiero Libero.

La mia passione per l’attività fisica all’aria aperta, unitamente a quella per gli orologi, mi ha da sempre indotto all’acquisto di svariati “quarzi digitali” votati all’outdoor, per poter avere sempre sotto controllo le informazioni sull’ambiente circostante.

Casio Pro-Trek PRG-40T-7VER

Casio Pro-Trek PRG-40T-7VER

Ricordo ancora come se fosse ieri il giorno dell’acquisto del mio primo “outdoor-watch”: uno splendido PRG-40T 7-VER, tutto in titanio…una favola!

Era il 2005 ed il modello in questione aveva già qualche annetto di carriera alle spalle (almeno 5 o 6, credo) e non era già più il top di gamma Casio Pro Treck (che, comunque, dal primo PRT-40 ne aveva fatta di strada!), ma si trattava di un prodotto che mi aveva sempre affascinato per il suo design del tutto unico e particolare…per cui lo acquistai senza badare troppo alle sue caratteristiche tecniche (comunque nella media) e alle prestazioni (di tutto rispetto e in linea a quelle di prodotti di pari fascia di mercato)…

Ancora oggi conservo quel PRG-40T come una reliquia, perché mi ha accompagnato in tante avventure senza mai abbandonarmi…che bei ricordi!

Col tempo, però, crescendo la passione per questo tipo di prodotti (qualcuno li chiama “ABC”) e aumentando l’esperienza “on the road” (comunque sempre da autodidatta non professionista), ho continuato ad aggiornare il mio parco orologi da outdoor, rimanendo sempre fedele a Casio (senza però trascurare altri prestigiosi marchi, quali Suunto e Timex, ad esempio).

Dal PRG-40T ad oggi ho avuto modo di testare praticamente tutta la gamma Pro Trek, prediligendo sempre e comunque le versioni in titanio, sia perché più robuste e “tecniche” di quelle in resina, sia per una mia predilezione per i bracciali rispetto ai cinturini (questione di gusti…).

I primi Pro Trek mi avevano attirato, oltre che per le loro numerose funzioni, anche per lo splendido display LCD a tre strati (“duplex LCD”), in grado di visualizzare suggestive animazioni in modalità bussola, utili per avere un riscontro immediato delle informazioni riportate sul display.

Inoltre gli LCD erano sorprendentemente contrastati e avevano caratteri così grandi e nitidi da poter essere visualizzati in ogni condizione di utilizzo. Ad ulteriore ausilio, poi, tutti i modelli erano equipaggiati con un sistema di auto-illuminazione (“Auto-EL”) che attivava una intensa luce azzurrina alla semplice rotazione del polso…fantastico!
Ancora oggi, gli ultimi modelli sono dotati di duplex LCD e Auto-EL (ulteriormente migliorato, grazie ad un sensore di luminosità ambientale, per azionarsi solo in caso di scarsa luminosità circostante, oltre che per rotazione del polso), due caratteristiche che a parere mio li pone un gradino sopra la concorrenza (almeno per quanto riguarda la leggibilità e praticità del display).

Alcuni PT (come ad esempio i vari PRG-1300 e 1500), hanno “preso” per strada lo spettacolare duplex LCD e, almeno per quanto mi riguarda, con lui se ne è andato anche parte del loro fascino (senza intaccarne, comunque, le prestazioni, sempre di tutto rispetto). Ricordo di averli acquistati ugualmente, ma con un po’ di amaro in bocca che non me li ha mai fatti apprezzare a pieno…ma li ho ugualmente sfruttati sul campo per ottenere le informazioni necessarie durante le escursioni in mtbk, restandone soddisfatto.

Poi, fortunatamente, da un paio d’anni, Casio è tornata sui suoi passi, reintroducendo i pannelli LCD a triplo strato in luogo di quelli classici monolayer, pur sempre leggibilissimi. Ed è stato un vero piacere correre ad acquistare il PRW-2000T…

Se proprio devo trovare qualcosa che non mi piaceva all’inizio della mia avventura con i PT, beh…ammetto che non mi andava proprio giú la scarsa durata della batteria…davvero irrisoria, soprattutto se si usava l’orologio in maniera costante e intensa per lo sport.

Per fortuna, già da anni (dal PRG-80, se ben ricordo) praticamente tutti i PT sono alimentati a luce solare (tecnologia “Tough Solar”), ovvero implementano una batteria ricaricabile che viene alimentata dalle celle fotovoltaiche del quadrante; in questo modo non ci si deve più preoccupare di essere abbandonati dal proprio PT durante un’escursione (cosa comunque impossibile, dato che da sempre i PT sono dotati di avviso di batteria scarica, detto “EOL”, end of life, in gergo tecnico).

Comunque, anche questo è stato un bel progresso di Casio! Ancora oggi molti Prodotti analoghi della concorrenza non sono dotati di alimentazione solare…

 Col passare del tempo, poi, ho cominciato a valutare con maggiore pignoleria le prestazioni ABC dei miei Pro Trek e, confrontandoli con altri prodotti, mi sono reso conto della loro incapacità (dovuta ad una intrinseca filosofia costruttiva, non alla scarsa qualità dei prodotti) di distinguere tra variazioni termiche ambientali e variazioni di altitudine.

Questa mancanza, in pratica, non permette al computer da polso di discriminare tra un’ascesa e una diminuzione di temperatura (o viceversa), con notevoli errori nella rilevazione dell’altitudine, soprattutto in caso di frequenti sbalzi termici.

In molti casi, ovvero quando interessano delle differenze di altitudine o dei trend barometrici, questo “bug” è trascurabile…ma se si vogliono registrare dati precisi di altitudine, può diventare una seccatura.

I prodotti professionali della concorrenza (vedi Suunto) sono dotati già da tempo (nel 2000 venne presentato l’Observer) di un sensore più sofisticato che distingue le variazioni termiche da quelle altimetriche…il che li rende più adatti ad un uso professionale.

Peccato, però, che il prezzo di un Suunto sia decisamente superiore a quello di un PT e che i materiali (vetro, plastiche e resina) non siano proprio all’altezza di Casio…quindi ho sempre “sorvolato” su questo “difetto” e ho risolto il problema molto semplicemente: mi sono abituato a tarare molto più spesso il mio PT, ovvero prima di iniziare ogni attività outdoor.

E devo dire che i risultati sono stati comunque soddisfacenti e accettabilissimi per le mie (modeste) esigenze da amatore non professionista (le differenze rispetto ai piú performanti Suunto si sono ridotte moltissimo e, a volte, addirittura annullate!).

Recentemente, però, Casio sembra aver ascoltato le “preghiere” di chi, come me, cerca sempre il massimo da un “gingillo tecnologico” e ha prodotto triple-sensors a semiconduzione in grado di ridurre il drift dovuto dalla temperatura sulle rilevazioni altimetriche…infatti sui miei fidi PRG-2000T e 5000T le misurazioni sono molto più accurate rispetto agli altri fratellini PT! E, sul campo, le differenze si notano…

E come se tutte queste evoluzioni (evidente segnale della volontà di un produttore come Casio di volersi continamente migliorare, per offrire prodotti sempre più competitivi e performanti ai propri affezionati clienti) non fossero sufficienti, negli anni i PT sono diventati anche puntualissimi…

Infatti, sui modelli di punta, quali PRW-1300/1500/2000 e 5000, è presente il modulo di radiocontrollo (in gergo tecnico: “Atomic”) che permette di sincronizzare il segnale orario in tutto il mondo (5 o 6stazioni, a seconda del modello). Questa caratteristica, non indispensabile ma senz’altro utile e “sfiziosa” offre l’opportunità di essere sempre sincronizzati al secondo con l’ora mondiale e di non dover mai correggere il datario del proprio orologio…una vera comodità!

Non sarà di alcun vantaggio durante lo sport all’aria aperta, ma sottolinea la polivalenza dei PT, che possono essere indossati durante faticose sessioni all’aria aperta, così come nella vita di tutti i giorni, sia durante il tempo libero che in ufficio (alcuni modelli, della linea 200X sono infatti così sottili da non dare alcun fastidio sotto al polsino della camicia!).

Come più volte sottolineato, sono un “fan” della tecnologia in generale e mi piacciono i materiali high-tech, quindi non posso che essere un sostenitore del titanio e del vetro antiriflesso/zaffiro.

I PT, sotto questo punto di vista, non mi hanno mai deluso. Sono sempre stati orologi robusti e ben assemblati (nonostante non siano concepiti come i G-Shock, ovviamente!). Il feed che mi trasmettono al polso è, ed è sempre stato, ottimo. Ho detto di preferire il Titanio (anche se, in tutta onestà, a parte il PRX-2000T, solo il bracciale dei PT è fatto di questo materiale, mentre la cassa è in resina ed il fondello in acciaio…), ma anche la resina di casse e cinturini è di ottima fattura e piacevolissima al tatto.

Il vetro (anche in questo caso con la sola eccezione del PRX-2000) non é zaffiro, ma un ottimo minerale antiriflesso, più leggero, resistente ai graffi e con un ottimo trattamento antiriflesso (utile, se non indispensabile, nell’uso all’aperto).

In conclusione, che dire…sono proprio soddisfatto dei miei Pro Treck…ottimi compagni di viaggio e di vita, che mi accompagnano al lavoro, nel tempo libero e, soprattutto, durante lo sport più impegnativo, continuando a regalarmi grandi soddisfazioni e a farmi sentire parte di una grande famiglia…la famiglia di Pro Treckker che Casio ha praticamente inventato e che continua a far crescere con l’obiettivo di migliorarla sempre di più.

un saluto a tutti i PTreckker.