Cronografi Longines, un viaggio nel Tempo

La vocazione di un brand per una determinata funzione o filosofia non si può improvvisare.

Il rivoluzionario Calibro 260 di Longines, prodotto nel 1957, con funzione FlyBack e oscillazione di 36.000 a/h

La Storia, Magister Vitae, è un giudice implacabile e porta la verità sotto gli occhi di tutti.

Sotto questo aspetto, scavare nella Storia per cercare notizie utili al presente, è molto gratificante e intellettualmente proficuo.

Indagando nel passato di Longines, ci si accorge che la vocazione di questo prestigioso brand per la precisione, la sua forsennata ricerca, e la misurazione del Tempo, non nascono da motivi commerciali oppure di marketing, ma costituiscono un vero e proiprio patrimonio culturale della marca della clessidra alata.

Già nel 1957, Longines aveva creato uno splendido esemplare di cronografo, che possedeva tutte le più importanti e insuperate caratteristiche di affidabilità che ancora oggi vengono utilizzate.

Questo cronografo, noto con il nome di Calibro 260, sostituiva un glorioso predecessore, prodotto 10 anni prima: il mitico Calibro 30CH.

Le innovazioni introdotte da questa creazione non furono assolutamente banali.

Innanzitutto va premesso che si trattava di un modello provvisto della funzione FlyBack, il che non è poco, data la complessità di questa soluzione, che, come i collezionisti e gli appassionati sanno bene, è molto quotata in termini tecnici e venali.

Una seconda peculiarità era quella del contatore dei minuti fino a 30 con reazione semi-istantanea della relativa lancetta.

Ma la caratteristica che forse stupì maggiormente a quel tempo, e ricordo che stiamo parlando di 55 anni orsono, fu la frequenza di oscillazione della spirale, portata a 36.000 alternanze orarie.

Come possiamo ammirare osservando la fotografia, Calibro 260 presenta anche un’ottima razionalizzazione del sistema dei levismi cronografici, raggiungendo, anche in virtù delle lucidature e del perlage, un livello estetico notevole e assolutamente rassicurante per via delle accurate finiture.

Non deve quindi stupirci più di tanto il successo che il mercato sta tributando ai nuovi cronografi Longines delle serie Heritage o Saint-Imier con il grande valore aggiunto costituito dalla ruota a colonne, in quanto il DNA del brand è stracolmo di nozioni tecniche raccolte nel suo prestigioso passato.

Prova ne è il fatto che, quasi magicamente, e anche senza tam-tam mediatico, ogni creazione Longines nel campo della cronografia, sia accolta sempre con il massimo dell’interesse.