Tutti pazzi per Longines 24 hours

Il Longines 24 hours è uno degli orologi più attesi nel panorama post-Basilea 2011.

Questa realtà deriva da motivazioni storiche.

Fino dagli albori dell’Orologeria, uno degli scopi dei progettisti è stato quello di visualizzare in modo chiaro ma completo l’indicazione dell’ora.

Gli esperimenti sono stati molteplici. Quasi subito si pensò a suddividere in cicli di sei ore la misurazione sul quadrante. A quell’epoca, parliamo del ’600, la giornata iniziava di buon’ora (alle 6), il mezzogiorno segnava la pausa per il frugale pranzo, alle 18 terminava la giornata di lavoro, e le 24 costituivano un vero limite invalicabile giornaliero, per cui poteva anche venir comodo leggere l’ora in quel modo.

Ben presto si creò l’esigenza di avere una visione più larga della giornata, e si passò al sistema tuttora in uso della suddivisione in 12 ore.

Ma gli esperimenti non cessarono, se è vero, come è vero, che abbiamo avuto i tentativi di visualizzazione diretta attraverso i salterelli, primi orologi a indicare l’ora l’esposizione numerica del dato. Sistema poi adottato con i display dei recenti orologi a LED o LCD.

Per questi motivi il poter leggere tutte le 24 ore della giornata sul  medesimo quadrante ha sempre costituito un argomento interessante per l’utilizzatore, fiero di poter eventualmente esibire un orologio particolare; ma soprattutto ha rappresentato una sfida per i progettisti.

Senza contare che per alcune categorie di professionisti può significare un’esigenza.

Fu il caso, nel 1954, della Swissair, la compagnia aerea svizzera di bandiera, la quale richiese specificatamente a Longines, per il proprio personale, un orologio che avesse tale funzione.

Nacque così il “Longines 24 hours”, rigorosamente nero, e dalla forma classica e spartana, come si addice ai piloti o al personale di volo in genere.

Alla Fiera di Basilea 2011, la casa di St. Imier ha preparato la sorpresa di ripresentare un ri-edizione di questo mitico orologio, che ha scatenato le attese degli appassionati.

L’edizione attuale riproduce esattamente l’estetica dell’epoca, con piccole concessioni alle esigenze attuali quali ad esempio il vetro zaffiro con trattamento anti riflesso, l’impermeabilità a 3 atm. e una finestrella leggermente più ampia per la data.

Il movimento è ovviamente meccanico a carica automatica, ed è il calibro L704.2 basato sull’ETA A07.171.

Si presenterà come un moderato over-size di 47,5 mm. di diametro, per ospitare le 16 linee e mezza del calibro, forte delle sue 28.800 oscillazioni e delle 48 ore di riserva di carica.

La serie sarà ovviamente numerata, e l’indicazione del progressivo sarà incisa all’interno del fondello, il quale si potrà aprire elegantemente grazie ad una discretissima cerniera.

Rispettate le caratteristiche originali anche per quanto riguarda la luminosità delle lancette e delle cifre, allora arricchite di fosforo, oggi dell’efficace e meno pericoloso “Superluminova”.

Longines, dopo aver ricordato di essere dominatrice del mare (elemento acqua), con il Legend Diver’s, ribadisce la sua supremazia sul cielo (elemento aria). Manca solo l’ultimo degli elementi. A quando il predominio sul fuoco?