Orologi Tag Heuer

La storia del Brand Tag Heuer

Il calibro di manifattura Tag-Heuer 1887

Il calibro di manifattura Tag-Heuer 1887


Le radici delle origini di Tag-Heuer affondano nel lontano 1860, quando a Saint-Imier, Edouard Heuer fondò Uhrenmanufaktur Heuer AG.
La giovane manifattura si afferma velocemente sul mercato, tanto che già nel 1882 brevetta il suo primo movimento cronografico.
Nel 1887, Heuer si distingue depositando il brevetto di un’innovazione tecnica ancora oggi ambita e ricercata. Si tratta del pignone oscillante, in grado nei calibri moderni, di portare a livelli inimmaginabili la velocità di reazione all’input di partenza del cronometraggio.
Questa invenzione ha evidentemente influenzato tutto il corso della Storia della maison, proiettandola verso canali e discipline che necessitano della massima precisione nella misurazione dei tempi.

L’attenzione degli addetti ai lavori degli sport e dell’industria motoristica è infatti immediatamente attratta da Heuer, la quale si cimenta nel campo e, nel 1911 deposita il brevetto del mitico “Time of Trip”, il primo cronografo da cruscotto per automobili.
La concezione del “Time of Trip” era, per quell’epoca, rivoluzionaria, in quanto esprimeva le desiderata degli sportivi attraverso un quadrante spartano e molto leggibile dominato dalle lancette di ore e minuti, mentre la lettura cronografica era affidata ai due contatori posti a ore “12” e ore “6”.
La corona di messa in orario veniva spostata a ore “12”, mentre il pulsante cronografico, che riassumeva in sé le funzioni di “Start”, “Stop” e “Reset”, veniva collocato specularmente a ore “6”. Questo orologio riscosse molto successo anche tra i pionieri dell’Aviazione, i quali lo applicavano sui cockpit dei loro veivoli.

Non trascorrono che 3 anni, e Heuer produce il suo primo cronografo da polso, il quale risente dell’influenza estetica dei cronografi manuali, con la corona canonicamente a ore “12”.
E’ il 1916 quando Heuer scuote ancora il mondo dell’Orologeria, e questa volta con una geniale e sofisticata soluzione tecnica. Nasce infatti il Mikrograph, primo cronografo al mondo in grado di misurare il tempo con un’accuratezza di 1/100 di secondo.
A quel punto la manifattura era lanciatissima, e a questo successo seguì ben presto il “Semikronograph”, il quale rendeva un’accuratezza di 1/50 di secondo ed era in grado di svolgere funzione di rattrappante per la rilevazione dei tempi intermedi.
Come abbiamo modo di constatare, fino dagli albori della sua Storia, Heuer si è immediatamente dedicata al cronometraggio, e questa sua vocazione è stata mantenuta ininterrottamente fino ai nostri giorni.

Il 1933 di Heuer è caratterizzato dalla produzione di un altro modello che sarà ricorrente e costantemente ricordato da appassionati di tutto il mondo: Autavia.
Nato per fungere da ausilio ad automobilisti e piloti aerei (da cui il nome: aut (automobile) + avia (aviazione), equipaggiò ben presto il cruscotto dei piloti e venne successivamente riproposto da Heuer in edizioni celebrative da polso.
Nel 1935 l’Aviazione Tedesca firma un accordo con Heuer per la fornitura di orologi da destinare alle proprie forze armate. Heuer vara per l’occasione la Collezione “Flieger”
I primi modelli di questa linea sono fortemente caratterizzati dal fondello a cerniera e da un solo pulsante cronografico. Successivamente si aggiunse il pulsante di Reset e si passò al fondello a pressione. Tutti i cronografi Flieger vantavano una capacità di cronometraggio massimo di 30 minuti.
Gli anni ’40 sono utilizzati da Heuer per consolidare il successo e il prestigio acquisito, attraverso la produzione di modelli di cronografo arricchiti da ulteriori funzioni, quali il calendario inserito in un contatore o l’aggiunta di un terzo contatore cronografico.
Negli anni ’50 è il mondo commerciale statunitense a rivolgersi a Heuer.

La Abercrombie & Fitch si assicura la produzione di due cronografi rivoluzionari: “Seafarer” e “Autograph”.
Il primo è un cronografo complicato in grado di misurare le maree e di conseguenza anche le fasi lunari, e fu commercializzato anche in Europa con il nome di “Mareograph”.
Il secondo era destinato ai piloti di rally, i quali lo utilizzavano regolando un’apposita lancetta ad un determinato punto della scala tachimetrica disegnata sul quadrante e verificavano l’attinenza dei propri tempi con il ritmo di gara opportuno. In molta bibliografia si ricava che con un intelligente espediente questa funzione veniva utilizzata dai giocatori di Golf per tener conto dei propri punti.
Sul finire del decennio, Heuer produsse in modo preponderante orologi per cruscotti di auto, aerei e imbarcazioni, affermandosi come leader del settore.
Risalgono a questo specifico periodo i vari “Monte-Carlo”, “Master-Time”, “Auto-Rally”, “Super-Autavia” e Sebring.
Nel 1960 Heuer acquista il marchio Leonidas e avvia un progetto di produzione mirato ancora una volta al miglioramento delle condizioni di cronometraggio meccanico.

Forse non tutti sanno che fu Heuer, nel 1962, il primo orologio da polso ad approdare nello Spazio.
Troviamo infatti un cronografo della maison al polso di John Glenn sulla navicella Mercury Atlas 6, la prima ad orbitare attorno alla Terra con equipaggio umano. Questo orologio può essere ammirato presso il Museo Air and Space di San Diego, in California.
Attorno alla metà del decennio Heuer unisce le sue forze con Breitling e Hamilton ed avvia l’ambizioso progetto di costruzione del primo cronografo automatico della Storia dell’Orologeria.

A questo punto la bibliografia si fa controversa e si apre una diatriba ancor oggi viva circa la primogenitura di questo importante Record.
Sono molti gli storici che ritengono che i primi a produrre un cronografo automatico, non siano stati i tecnici di Seiko e Zenith, uniti nel progetto del famoso “El Primero”, ma proprio il team formato da Heuer, Breitling e Hamilton.
E’ un fatto comunque che in una ancor oggi ricordata conferenza stampa svolta a New York il 3 marzo 1969, Heuer presentò le linee di Autavia, Carrera e Monaco, equipaggiate con i nuovi cronografi automatici, i cui calibri erano 4, denominati 11, 12, 14 e 15.
La consacrazione definitiva di Heuer avvenne però grazie alla sua presenza al polso dell’attore Steve McQueen, il quale interpretava un pilota automobilista sul set del famosissimo film “Le Mans” del 1971.

Questa pellicola, rimasta mitica nella Storia del Cinema, fece conoscere capillarmente la maison e scatenò un effetto collezionismo, alimentato dalla qualità e dall’affidabilità di Heuer, che perdura ancora ai nostri giorni.
Nei successivi 15 anni, Heuer occupa una propria porzione di mercato abbastanza elitario e di nicchia, e propone cronografi di qualità equipaggiati prevalentemente da movimenti con base Valjoux 7750 e Lemania 5100, quest’ultimo privilegiato dai piloti militari.
L’anno di svolta definitivo per la maison è il 1985 quando TAG (Techniques d’Avant Garde), leader nella produzione di tecnologie high-tech, acquistò il brand Heuer.

Si tratta dell’ingresso privilegiato e definitivo nel mondo motoristico sportivo, essendo TAG specializzata soprattutto nelle ceramiche dei turbo-compressori in Formula Uno.
Dal 1999, Tag-Heuer fa parte del gruppo del lusso LVMH a cui fa riferimento Louis Vuitton, in conseguenza di una miliardaria (in Franchi Svizzeri) acquisizione del 51% delle quote.
Il resto è veramente storia recente, ma per questo non meno leggendaria.
Tag-Heuer sta vivendo un momento di euforia e alta dinamicità, in virtù dei nuovi successi, rappresentati da vari prodotti e azzeccate scelte di marketing.

Con l’avvento del CEO Jean Christophe Babin, Tag-Heuer ha arricchito il proprio catalogo con un nuovo calibro di manifattura, il 1887, con il quale la maison sta aggredendo efficacemente il mercato.
Sono da ricordare i formidabili successi del brand negli ultimi anni, che hanno fruttato premi e riconoscimenti a raffica. Ricordiamo infatti V4, il primo orologio con trasmissione a cinghia, oppure Mikrograph 1000, il primo orologio analogico e meccanico con cronografo a 1/1000 di secondo, o ancora Mikrogirder, primo cronografo a lancetta centrale a 1/2000 di secondo, per terminare con il Mikropendulums, presentato a Basel 2013, doppio tourbillon privo di spirale e arricchito da magneti permanenti.
Con Tag-Heuer la Leggenda è ancora qui!

Service

Tag-Heuer pone la massima attenzione al servizio di Assistenza Tecnica, e accentra presso il proprio laboratorio di Milano la raccolta degli orologi in garanzia e il relativo servizio.
Presso il medesimo laboratorio è attivo un servizio di assistenza tecnica specializzato anche nel restauro degli orologi Heuer e Tag-Heuer d’epoca.
E’ possibile far recapitare i propri orologi al Centro Assistenza anche attraverso i Concessionari.

Nel caso di riparazione fuori garanzia, il cliente sarà avvisato prima dello svolgimento della riparazione attraverso un preventivo dettagliato che descrive ogni operazione necessaria e il relativo prezzo.
La riparazione verrà effettuata soltanto dopo l’autorizzazione del proprietario dell’orologio.
Il Centro Assistenza di Milano ha i seguenti recapiti:

Tag-Heuer Italy – Customer Service
Via Giovanni Lorenzini, 4
20139 – MILANO
tel.: 02-202371
email: sav@tagheuer.it
Orario di apertura:
dalle ore 9.30 alle 12.30 e
dalle ore 14.00 alle 17.00
dal lunedì al venerdì.

Per la riparazione di Heuer e Tag-Heuer fuori garanzia, e per ogni tipo di fornitura, pezzi di ricambio, cinturini o accessori è possibile rivolgersi anche presso:

TECHNOWATCH s.a.s.
Piazza Nota, 4
18038 – Sanremo (IM)
tel.: 0184.503268
email: info@technowatch.it

Link Utili

Notizie, informazioni, curiosità, video, riguardanti i migliori Orologi Tag Heuer.
Notizie, informazioni, curiosità, video, riguardanti i migliori Orologi Tag Heuer.

Orologicamente.it è un progetto di Cannoletta Antica Gioielleria 01589530086 & Limbiati Orologeria Sesto Calende ( VA ) P.IVA 01816590127
Top