Bulova Accutron a diapason, tecnica e funzionamento

Nonostante sia stato prodotto nei lontani anni ’60, Bulova Accutron a diapason è sempre attuale, sia per i collezionisti che per gli addetti ai lavori.

Bulova Accutron a Diapason, in serie limitata e rigorosamente numerata in 1.000 esemplari in tutto il mondo

Bulova Accutron a Diapason, in serie limitata e rigorosamente numerata in 1.000 esemplari in tutto il mondo

La notizia della ri-edizione di una serie limitata e numerata di soli 1.000 esemplari di questo autentico mito, ha sconvolto il mercato, ed è partita una corsa forsennata all’accaparramento, tanto che Bulova ha consentito ai concessionari di raccogliere le prenotazioni.

Un mito non nasce a caso. Quali sono quindi i motivi per cui questo orologio è così amato e richiesto?

Sicuramente costituisce una pietra miliare dell’Orologeria, in quanto costituisce la prima seria alternativa che l’elettronica ha offerto come alternativa alla meccanica. In questa veste costituisce un must per ogni collezionista, il quale non può onestamente ritenere la propria raccolta completa, almeno sotto l’accezione storica, se mancante di questo orologio.

Nacque in un periodo in cui l’elettronica era considerata quasi alla stregua della “magia”, e l’Uomo si affacciava alle grandi scoperte della tecnologia, ed era immerso e affascinato dalla corsa allo Spazio e in piena competizione per la conquista della Luna.

Bulova Accutron si presentò immediatamente come spartiacque tra la vecchia e la nuova tecnica, garantendo una precisione mai raggiunta fino ad allora, e un sistema sofisticato, e quindi proprio per questo al tempo ancora più apprezzato.

Ma come funziona un orologio a diapason?

Va anticipato prima di ogni altra cosa che l’orologio a diapason non possiede bilanciere.

Questa novità colpì più di ogni altra, essendo già all’epoca in corso tentativi di affermazione di orologi elettronici a bilanciere, chiamati elettro-meccanici, che non hanno mai convinto fino in fondo il pubblico.

Nel Bulova Accutron, invece, l’organo oscillatore è un diapason vero e proprio, animato dagli impulsi calibrati da un circuito R-C, resisto-capacitivo, e quindi formato da un resistore e un condensatore. Il circuito elettronico comprendeva inoltre unicamente un transistor ed un altro resistore.

In pratica, l’alimentazione di V. 1,35 fornita da una batteria, che all’epoca era all’ossido di mercurio, innescava il circuito R-C, il quale trasmetteva l’impulso a due bobine efficacemente inserite tra i due bracci del diapason, che iniziava ad oscillare a frequenza costante.

Agganciati al diapason vi erano due cricchi lineari, alla cui sommità venivano posti due rubini (uno per ciascuno).

Questi cricchi, che noi tecnici sudavamo a calibrare con l’ausilio di un microscopio, fungevano l’uno da ritegno e l’altro da “spinta” alla ruota a loro corrispondente e che era l’ultima del treno previsto.

Questa ruota possedeva denti che non si distinguevano se non al microscopio.

L’insieme costituiva allora una vera meraviglia della tecnica, ma ancora oggi è da apprezzare per la genialità dell’insuperata tecnica.

Il movimento della lancetta dei secondi risultava quindi costante, come nei Precisionist attuali, dando un effetto altamente scenografico e assolutamente inaspettato anche in rapporto al movimento della lancetta dei secondi di un orologio meccanico.

Il classico tic-tac è sostituito dal lieve brusio provocato dalla frequenza di oscillazione del diapason, ed era un ulteriore motivo di stupore.

Bulova Accutron a diapason si affermò soprattutto nella sua versione priva di quadrante, altro colpo di genio dovuto al marketing americano, in modo da consentire la visione diretta di tutti i circuiti, il movimento e soprattutto il diapason.

Ed è in tale veste che oggi, a distanza di 50 anni, Bulova Accutron lo ripropone nella citata serie numerata.

Ulteriori informazioni e eventuale prenotazione, possono essere richieste al numero 0184.570063, oppure cliccando QUI