Storia di Longines (prima parte)

Convenzionalmente si ritiene il 1832 anno di nascita della maison Longines, in quanto fu proprio allora che  Auguste Agassiz iniziò a lavorare con Raiguel Jeune, nella bella cittadina di St.Imier.

Nel 1862, e quindi 30 anni più tardi, il titolare dell’azienda divenne suo nipote Ernest Francillon, il quale pensa bene di acquistare un terreno che sorge sulla riva destra del fiume Suze, in una zona che gli la gente del luogo chiamava “Les Longines” ovvero, nel dialetto locale “campi stretti e lunghi”.
E’ il 1867 quando Francillon viene premiato all’Esposizione Universale di Parigi, per aver inventato il orologio con corona di carica.

Nel corso dello stesso anno si ha la produzione del calibro L20A, mentre l’anno successivo è la volta dell’L18A e del 4.21 (tutti ovviamente meccanici a carica manuale).

Si può cliccare sull’immagine del meccanismo per avere una visione più dettagliata

Il primo cronografo Longines nasce invece nel 1878, ed è il calibro L20H, cui seguiranno altri tre crono e precisamente: L19 CH, L19.73 e L18.89, rispettivamente nel 1889, nel 1897 e nel 1905.

Sempre nel 1905 vede la luce anche il manuale L19.96.
Nel frattempo, e precisamente nel 1880 il marchio Longines viene ufficialmente brevettato, contraddistinto da un simbolo, oggi si direbbe logo, che presenta una clessidra alata (che verrà poi stilizzata negli anni ’60 del secolo successivo mantenendo però anche visivamente il legame con il passato. Possiamo vedere tutti i logos utilizzati da Longines durante la sua Storia nell’immagine posta più in basso).

Inizia a questo punto il periodo d’oro di Longines, la quale arriva presto ad assurgere a sinonimo di eleganza, per le linee ricercate e al passo con i tempi, e di affidabilità per l’alto contenuto tecnico.

Nel 1909 viene lanciato il crono L19.73N, nel 1913 il crono L13.33 nel 1922 ancora un cronografo: il calibro L19.73N Split.

Nel 1925 vengono prodotti tre calibri a carica manuale: L10.26, L18.15S e L8.28

E’ quindi una crescita tecnica innarrestabile, testimoniata dalla collaborazione con organizzatori di eventi sportivi.

Pare sia stata proprio la Longines una delle prime manifatture a occuparsi di cronometraggio sportivo, vocazione che il marchio non ha mai abbandonato in nessun momento della sua vita.

Il 1927 è uno degli anni più fortunati per la maison, protagonista con Charles Lindbergh del primo volo transoceanico senza scalo.

 

A quell’occasione risale il mitico “Longines Lindbergh” che ancora oggi celebra il prestigioso successo dell’impresa.

Gli anni ruggenti si chiudono quindi con Longines assolutamente all’avanguardia, grazie, tra le altre cose, alla produzione di calibri a carica manuale che contribuiscono alla storia dell’orologeria moderna. Si tratta dei famosi L12.68Z e L12.68ZS (1929), e del famoso e ancora ambito L10.42 (anno 1930).

Gli anni tra il 1936 e il 1944, quindi durante il periodo infausto della Seconda Guerra Mondiale, Longines aiuta l’umanità a superare la sua crisi economica ed esistenziale attraverso la produzione di L13ZN (crono), L10.68N, L37.9N, L18.72 (crono nato nel 1943 con versione a 18.000 o a 36.000 (!) alternanze), L27M e L27MS.

Nell’immediato dopoguerra e precisamente nel 1945, Longines produce il suo primo orologio a carica automatica: il mitico calibro L22A, accompagnato lo stesso anno da L22AS.

Un nuovo crono (L30CH) vede la luce nel 1947, mentre l’anno successivo è la volta dei carica manuale L23Z e L23ZS.

Alle Olimpiadi Invernali di Oslo nel 1952, Longines ricopre l’incarico di cronometrista ufficiale dei Giochi.

Contemporaneamente produce un automatico “battezzato” L19A.

Si chiude così la parte mitica della storia della maison dalla clessidra con le ali, per lasciare spazio alla storia più recente che sarà oggetto di altro post.