Dentro Tag-Heuer: il calibro 12

Una delle prerogative della lanciatissima maison di St. Imier è l’originalità applicata alla pura tecnica.

Non per caso Tag-Heuer si distingue nel panorama orologiero per le novità più spinte e inaspettate (vedi V4, Mikrograph 100 e 1000, e 1887).

Ma nelle collezioni a catalogo, la casa ama distinguersi proponendo soluzioni tecnologiche veramente d’avanguardia.

Esaminiamo oggi il calibro 12, un cronografo meccanico a carica automatica capace di far oscillare il suo bilanciere alla frequenza di 28.800 alternanze orarie, corrispondenti a 4 hz.

Contenuto in 30 mm. di diametro, che corrispondono a 13 1/4 linee, il calibro 12 è solidamente costruito su una struttura affidabile per la sua robustezza.

I 55 rubini utilizzati, occorre dire senza economia, garantiscono oltre che la durevolezza, anche l’accuratezza dello scorrimento del ruotismo, in una fluidità che il tecnico percepisce immediatamente all’udito e alla vista, e che si concretizza in una riserva di carica di 42 ore.

Calibro 12 nasce dall’elaborazione sapiente da parte degli ingegneri Tag-Heuer del movimento Dubois-Dépraz 2002 dotato di funzione cronografica e correzione rapida della data.

Rifinito finemente secondo le tradizioni della maison, il calibro 12 viene utilizzato anche nei nuovi Monaco delle ultime collezioni.

La massa oscillante presenta infatti la finitura a “Cotes de Geneve” che risalta sulla lucidatura “soleil” della platina. Un’altra particolarità è rappresentata dall’asportazione di parte di meteriale del rotore stesso, in modo simmetrico, per agevolare e facilitare il lavoro dinamico di ricarica.

Il giudizio tecnico non può che essere entusiasta, confortato e facilitato anche dal grande successo e dalle convincenti performances dimostrate con i fatti.