Tag-Heuer, Basilea ha consacrato un mito

La Fiera di Basilea 2013, meglio conosciuta dagli appassionati come Baselworld, è il banco di prova per tutti i più importanti protagonisti del mondo orologiero, perché là avvengono i confronti diretti tra i brand, e il visitatore può percepire autonomamente lo stato delle maison e le loro proposte più suggestive.

Gustiamo il filmato che si avvia cliccando sull’immagine, per introdurci all’articolo. Il video, andato in onda su TheWatches.TV, purtroppo è in lingua inglese, ma si comprende ugualmente l’importanza dell’argomento e ci si immerge in un ambiente che per gli estimatori degli orologi è addirittura magico. Le spiegazioni di Bertrand Dolci, Project Manager del Dipartimento di Scienza e Ingegneria di Tag-Heuer sono molto dirette e accessibili.

“Hic Rhodus, hic salta” sostenevano gli antichi Romani quando si trovavano di fronte ad un campione che millantava le proprie qualità da esibire ai Giochio di Rodi: “Immagina di essere a Rodi, prova a saltare qui!”.

Innanzi ad un’esortazione così precisa, la Verità deve saltar fuori.

E la realtà ci propone un Tag-Heuer in grande spolvero, tanto da essere una delle pochissime maison in grado di proporre novità addirittura epocali.

Le “rivoluzioni” del brand guidato da Jean Christoph Babine e di proprietà del colosso LVMH, a cui appartengono solo per citare il campo orologiero, anche Louis Vuitton, Bulgari, Hublot e Zenith, sono di carattere sostanziale e intese a trasformare dalle basi il concetto stesso dell’Orologeria Meccanica.

Lo schema a blocchi di un segnatempo da polso, inteso ovviamente a grandi linee, prevede tre parti fondamentali: la propulsione, la trasmissione e la bvase dei tempi, che sono state rappresentate da sempre attraverso molla o catena, ruotismo e bilanciere.

Tag-Heuer ha addirittura affrontato la sfida di modificare tutte queste basi inattaccabili.

Con il grande successo della sua Miles-Stone Monaco V4, pezzo da coillezione ambitissimo nel mondo che appaga lo sguardo e arricchisce il polso di pochissimi fortunati, ha rivoluzionato il sistema di trasmissione, adottando delle cinghie avvolte attorno a quattro “cilindri” disposti a “V”, come sulle più prestigiose automobili sportive.

E’ recentissima la serie di notizie in rapida siuccessione, relative all’attacco del brand al sistema principe dell’Orologeria: “Sua Maestà” il bilanciere!

Con Mikrogirder ha presentato un organo oscillatore in grado di surclassare il risultato del bilanciere in termini di alternanze orarie. Ora è la volta di Pendolum, un sistema di bilanciere che prevede l’utilizzo di una coppia di magneti permanenti che evitano l’uso della spirale: praticamente il moto perpetuo!

Non solo, il sistema è stato in grado di equipaggiare un doppio-tourbillon, consacrando la sua affidabilità e perfezione ai massimi livelli.

Ma la filosofia del gruppo proprietario non permetterebbe mai che queste innovazioni siano solo d’immagine o di facciata.

La tecnologia Tag-Heuer, illustrata nel video a cui abbiamo assistito poc’anzi serve da trampolini e in alcuni casi in modo molto diretto, al perfezionamento di Tutti gli orologi Tag-Heuer, a partire dalla Collezione Formula 1, linea entry-level del brand, ma altamente sofisticata in tutti i suoi aspetti (ad eccezione del prezzo, il quale è estremamente competitivo per questo range di prodotto).

Naturalmente a beneficiarne sono anche le Collezioni-simbolo della maison, ovvero Carrera, Monaco e Aquaracer, che non hanno certo bisogno di presentazioni, e il cui possesso è tranquillizzante anche sotto l’aspetto economico, visto l’incremento di valore che garantiscono nel tempo.

Insomma Jean Christoph Babin pare abbia trovato la ricetta sicura del successo, e la sua aumentata responsabilità e considerazione all’interno dell’intero gruppo lo testimoniano. Una ricetta i cui ingredienti sono di facile reperibilità, ma dfi difficile applicazione: Competenza, Qualità, Umiltà, Serietà e Lavoro, Lavoro e ancora Lavoro.