Orologio Tissot T-Touch II. Il Test.

Era il lontano 1991 quando Orologi Tissot riuscì a realizzare il primo vetro zaffiro sensibile al tatto.

Una decina di anni più tardi Swatch Group introdusse sul mercato il primo orologio “Touch Screen” con funzioni avanzate di Altimetro, Barometro e Bussola, oltre alle ormai tradizionali sveglia, chrono e calendario perpetuo.

Negli stessi anni (siamo attorno al 2005), Hamilton (facente parte dello stesso colosso orologiero svizzero) debuttò sul mercato con la propria versione del T-Touch: il Khaki “Multi-Touch”.

Si trattava di un vero e proprio clone del “mito” Tissot, ma nonostante lo stesso cuore pulsante (i due condividevano il medesimo calibro analogico-digitale, ovviamente), il Khaki non ebbe mai il successo meritato e fu presto dimenticato dal pubblico (almeno nel vecchio continente: negli States ebbe un successo discreto, come solitamente accade per le novità).

Da vero e proprio fan del marchio dalla bandierina rossa con croce bianca, ho avuto la fortuna di possedere, anni addietro, uno dei primi Orologi Tissot T-Touch in circolazione.

Si trattava del modello in acciaio con “T” rossa, che si distingue dai primissimi esemplari con “T” verde per la grafica della ghiera bidirezionale (i primi avevano le iniziali “N, S, O e W” engraved, mentre i più recenti avevano la scala graduata della bussola stampata sulla ghiera) e per alcune migliorie del calibro, inizialmente troppo sensibile all’umidità (e causa di prematuri “decessi”).

L’orologio era, ovviamente, in acciaio, perchè l’era del Titanio era ancora acerba e i pochi brand che lo adottavano non utilizzavano un materiale sufficientemente scratch-resistant, con il risultato che l’orologio, seppure leggero come una piuma, si riduceva ad un relitto di guerra nell’arco di qualche mese di utilizzo sul campo…La versione in Ti debuttò con la serie con la “T” rossa, ma si trattava di Ti lucido, di scarsa qualità e davvero troppo soggetto a graffiarsi.

Dal suo esordio, ne è passata di acqua sotto i ponti, e Tissot Orologi non si è per nulla adagiata sugli allori e nemmeno arresa agli evidenti problemi di funzionamento che affliggevano i primi modelli; problemi legati alla scarsa impermeabilità (solo 3 atm) e ai frequenti malfunzionamenti del vetro tattile (a volte smetteva di funzionare dopo qualche mese di utilizzo).

 

Tissot T-Touch II Titanio Lucido

Tissot T-Touch II Titanio Lucido

A dimostrazione dello sforzo e della volontà di innovazione che hanno sempre caratterizzato Orologi Tissot (non a caso fu una delle prime Case orologiere a introdurre l’orologio da polso, attorno al 1910) nel 2009 vennero presentati nuovi modelli: l’Orologio Tissot T-Touch “Expert” e l’Orologio Tissot T-Touch “Expert Pilot”.

Si trattava di un’evoluzione del primo Tissot T-Touch, dotati di nuovo calibro Eta E48.511 e cassa anabolizzata di quasi 44 mm. Il primo ricalcava il mitico design del tattile originale, mentre il “Pilot” sfoggiava un look tutto da aviatore, per gli amanti del genere; le funzioni erano ad ogni modo identiche: Altimetro (con velocità di ascesa), Barometro, Bussola (con Azimut), Chrono, Timer, 2 sveglie, doppio fuso orario e…backlight del display digitale. Tutte funzioni, assieme all’impermeabilità fino a 10 atm, di cui si sentiva la mancanza nel T-Touch “Classic” (così venne chiamato il primo modello, finché rimase sul mercato, per circa un anno, fino al 2010).

Assieme all’Expert nacquero anche il “Sea-Touch” ed il “Sailing-Touch” con funzioni specifiche per gli amanti del diving e della vela; il calibro era sostanzialmente identico a quello dell’”Expert”, a parte – ovviamente – le funzioni dedicate a diving e regatta.

Oltre al progresso della tecnologia tattile, ora più precisa, Orologi Tissot migliorò con questi nuovi modelli anche la qualità dei materiali. Al solito ottimo acciaio 316L anti-magnetico (satinato) affiancò un Titanio (sabbiato o lucido), di qualità migliore, discreta anche se non eccellente, come ci si sarebbe aspettati da un Brand come Tissot. Il nuovo tipo di Ti lucido – tutt’ora utilizzato – è trattato con un metodo elettrolitico (analogo a quello per la realizzazione degli orologi in PVD) che lo riveste di uno strato sottilissimo (alcuni micron) di ossido che migliora la resistenza ai graffi.

Ovviamente questi nuovi modelli bissarono il successo del primo tattile elvetico, anzi contribuirono a rilanciare la reputazione del marchio su questo tipo di prodotto, che aveva un po’ perso la fiducia dei consumatori, ancora timorosi dei suddetti problemi di gioventù.

 

Un Tissot T-Touch al Polso

Un Tissot T-Touch al Polso

Altra svolta epocale avvenne nel 2010, con il lancio (in sordina, a dire il vero) del “T-Touch II”, fratellino minore dell’Expert e clone rivisitato e migliorato del T-Touch “Classic”. L’orologio, oltre ad essere esteticamente identico al classico (si distingue solo per la finestra digitale più grande e a forma di “T” allargata come sull’Expert e per le dimensioni solo leggermente maggiori, necessarie ad incassare il nuovo calibro e a migliorare l’impermeabilità) ne ricalca esattamente i quadranti e le funzioni, con la sola aggiunta della retro-illuminazione dell’LCD (un bel color rosso/ambra) e la possibilità di settare la fascia climatica mondiale per migliorare le performance di ABC. Ovviamente anche il calibro è nuovo (E48.311, un E48.511 depotenziato: non ci sono la velocità di ascesa, il logbook dell’altimetro, il timer e l’Azimut per la bussola) e l’impermeabilità è stata portata a 10 atm.

L’entrata in commercio del Orologio Tissot T-Touch II è stata molto silenziosa, probabilmente per volontà della stessa Tissot che ha voluto sostituire un mito, senza destare troppo scalpore tra il pubblico. La graduale sostituzione del “Classic” è stata agevolata anche da una sorta di campagna di rottamazione di Tissot, che in cambio del vecchio “Classic” (anche non funzionante), offrì sostanziosi sconti ai clienti per portarsi a casa il nuovo Tissot T-Touch II.

 

Se esteticamente le differenze tra prima e seconda generazione sono ben poche, sul campo le migliorie si percepiscono chiaramente. Eccome se si sentono…

Non avendo mai avuto un “Expert” non posso fare paragoni tra cuginetti, ma posso dire che il triple-sensor di Tissot è assolutamente di primo livello; almeno quanto quello di Suunto e una spanna sopra Pro Trek (almeno i modelli fino al PRW2000). Dopo le (ovvie) necessarie operazioni di taratura (il barometro va tarato per la determinazione della temperatura, come in tutti gli ABC, tranne Suunto Core, che ha un processore diverso, e gli ABC-GPS che, ovviamente, si appoggiano ai satelliti). Una volta tarato (operazione semplicissima e veloce), la misurazione dell’altitudine non sbaglia un colpo (testato con GPS) e la sensibilità è di ben 1 m (quella di Casio è 5 m…)! Inoltre non è necessaria una frequentissima ricalibrazione (salvo stravolgimenti meteo), contrariamente a quanto avviene su altri modelli di altri brand.

 

Il Riposo del Tissot T-Touch

Il Riposo del Tissot T-Touch

L’orologio in mio possesso è la versione braccialata in acciaio (T047420115100): in genere preferisco il bracciale, perchè rende l’orologio più versatile e meno sportiveggiante; inoltre l’acquisto del bracciale after-marchet è decisamente più onerosa di quello del cinturino in elastomero.

Appena aperta la confezione mi sento “a casa”…trovo la consueta scatola/cofanetto rossa e nera con logo Tissot, con tanto di manuali e panno in micro-fibra per la pulizia dell’orologio.

Il tattile elvetico ha un aspetto massiccio e robusto (come piace a me); al primo contatto, le sensazioni di solidità e robustezza non vengono smentite, merito anche del peso (circa 190 g!), che non è certamente trascurabile (la versione in titanio, a confronto, è una piuma: pesa 60 g in meno!), ma nemmeno esagerata: indossato, si sopporta facilmente.

Giusto il tempo di regolare il bracciale (le maglie, fissate con semplici pins ad incastro, si rimuovono senza alcuna fatica) ed il Tissot T-Touch II è già al mio polso…!

 

Le dimensioni (circa 43 x 13 mm) non sono proprio contenute, ma nonostante ciò l’orologio calza a pennello (il mio polso misura 18 cm, quindi non è né enorme, né piccolo) e , una volta indossato, risulta confortevole, merito anche del bracciale, che con se sue maglie “ad H” intramezzate da un linker pseudo-trapezoidale (il classico disegno Tissot), fascia alla perfezione il polso, mantenendo ben ferma la cassa sul dorso dell’avambraccio, impedendogli di ruotare fastidiosamente. Nonostante l’anima sportiva, la lucentezza dell’acciaio satinato non lo rende inadatto neanche in abbigliamento casual e le dimensioni della cassa sono tali da poterlo facilmente nascondere sotto il polsino di una camicia, senza pericolo di tritarne il polsino (cosa impossibile, probabilmente, con la versione “Expert”)

Tissot T-Touch

Tissot T-Touch

 

Ma come si comporta il tattile svizzero, una volta al polso?

 

Tutte le funzioni vengono attivate dal tocco del display, che deve essere a sua volta attivato premendo il pulsante a ore tre (quello con la T, per intenderci). In modalità “time”, il display digitale può visualizzare la data (gg.mm.aa), oppure l’ora e i secondi (funzione sicuramente più utile se si usa l’orologio al buio, vista la presenza della retro-illuminazione). Per cambiare il modo di visualizzazione data/ora nella finestra LCD il gioco è semplice: un tocco al pulsante “T”, poi un altro sul vetro (si, proprio come su uno smartphone!), al centro del quadrante e…il gioco è fatto!

Per attivare ciascuna delle funzioni, si ripete la stessa sequenza di “operazioni tattili”: tasto “T” e poi tocco sul vetro, in corrispondenza delle scritte (“Meteo”, “Altimeter” “Chrono”, “Alarm” e “Thermo”). una volta attivata la funzione, il display digitale visualizzerà le informazioni ad essa relative; una “T” lampeggiante nella parte centrale bassa segnalerà che il vetro dell’orologio è ancora sensibile al tocco e la funzione può ancora essere cambiata o settata (a seconda delle necessità). Quando il touch diventa insensibile la “T” lampeggiante scompare e la funzione resta visualizzata per alcuni minuti sul display (ad esempio l’altimetro scompare, pur continuando a funzionare, dopo 10 minuti).

A seconda della funzione attiva, le lancette si posizionano in coppia ad indicare tale funzione oppure, nel caso della bussola, simulano un vero e proprio ago, puntando con la sfera dei minuti verso il Nord e con quella delle ore a 180°, verso Sud (l’LCD mostra i gradi di inclinazione). La funzione compass richiede una notevole quantità di energia, per cui si disattiva automaticamente dopo circa 15 secondi.

 

Le funzioni outdoor (Altimetro, Barometro e Bussola), come per tutti i computer da polso, devono essere calibrate prima di ogni sessione di lavoro, soprattutto se si vogliono ottenere delle misurazioni sufficientemente accurate. Perciò, con l’aiuto di un GPS, ho impostato l’altimetro (è meglio impostare l’altitudine che la pressione atmosferica, dato che la pressione relativa serve solo per valutare un trend, che non dipende dai valori assoluti, ma semplicemente da delle differenze) e ho iniziato a testare il T-Touch II.

A differenza degli altri ABC che ho avuto, il T-Touch richiede anche l’impostazione della zona geografica; in pratica, in base a questo parametro il sensore compensa la temperatura ambientale per migliorare i risultati delle proprie letture (davvero sorprendente, per non essere un computer da polso prettamente tecnico e professionale!).

L’altimetro è molto sensibile (1 m, come sul Core, a differenza dei Pro-Treck, che hanno una sensibilità di 5 m) e risponde bene alle variazioni di altitudine, fornendo continuamente gli stessi valori del Suunto; i Casio, invece, faticano a stargli dietro, perché la loro sensibilità è inferiore. Comunque, nel caso di escursioni, tale particolare non è molto significativo, dato che i dislivelli nella maggior parte dei casi decisamente superiori a soli 5 m…l’unica occasione in cui sarebbe davvero significativo avere una sensibilità elevata (1 m, appunto) è nel calcolo delle velocità di ascesa/discesa di arrampicate, ma trovo assolutamente ininfluente tale parametro per le valutazioni di un utente medio, che probabilmente utilizzerà l’orologio per escursioni in bicicletta, sciate o trekking..

Altro particolare sorprendente è la scarsa influenza della temperatura sulle letture dell’altimetro, che non risente troppo né di variazioni termiche né del calore corporeo. Lo stesso comportamento è stato da me già riscontrato sia con il Core che con i Casio PRW-5000 e PRG-240. Ovviamente, per letture particolarmente accurate è opportuno lasciare ambientare (almeno 15 minuti) l’orologio togliendoselo dal polso, ma per rilevazioni “normali”, non è assolutamente necessario (basta sottrarre quei 5-6 gradi al valore letto sul display).

Anche le misurazioni del barometro, che fornisce i valori di pressione relativa, sono sufficientemente accurate. In modalità “Meteo”, la sfera dei minuti e delle ore si posiziona ad ore dodici, oppure a sinistra o destra, per segnalare rispettivamente una costanza, una diminuzione o un aumento della pressione ambientale (e quindi il trend ad uno stazionamento, peggioramento o miglioramento del meteo). E’ interessante osservare che lo spostamento delle sfere in un senso o nell’altro è proporzionale alla variazione di pressione percepita dal sensore.

 

Per il resto, l’orologio è del tutto simile a qualunque altro ana-digi…ma voglio comunque sottolineare alcune funzioni interessanti e davvero comode.

Innanzi tutto il display è di una straordinaria leggibilità (molto meglio di quello del PRW-5000, che ha una finestra digitale troppo piccola), merito dell’ottimo contrasto e delle maggiori dimensioni dei caratteri. Non si hanno icone a matrice di punti, ma tutte le informazioni sono chiaramente consultabili (le icone del Casio sono piccolissime ed hanno una risoluzione bassissima, tanto da risultare quasi inutili).

Finalmente è presente anche la retro-illuminazione (che si attiva premendo il tasto destro centrale per tre secondi). La luce (led) è di un bel colore rosso/arancio ed illumina direttamente il modulo digitale, rendendo i numeri rossi su sfondo retroilluminato (la luminosità non è molto uniforme, ma rende comunque leggibile l’intero LCD).

Altra comoda funzione è la possibilità di disattivare il “bip” dei pulsanti (cosa impossibile nel Touch “Classic”), per poter usare con discrezione l’orologio in ogni situazione, senza fastidiosi “bi-bip” ad ogni pressione dei pulsanti e relativa attivazione delle funzioni.

Infine, dato che mi è capitato di restare deluso del volume del cicalino in alcuni modelli (vedi, ad esempio, Suunto), devo dire che il volume dell’allarme del T-Touch II è abbastanza potente, anche se non posso definirlo ai livelli di quello dei Casio (praticamente imbattibile).

 

Concludendo, posso ritenermi soddisfatto di questo T-Touch II, che mi ha sorpreso per diversi aspetti; in primis, per la sensibilità del suo sensore ABC (capace di compensare le letture barometriche in base alla zona climatica/temperatura) e per la gran qualità di materiali e assemblaggio.

Unico (forse) neo…il peso: se non amate gli orologi particolarmente pesanti, (circa 200 g!) optate per la referenza con cinturino in caucciù (che vi fa guadagnare circa un etto!) oppure per le versioni in titanio, che pesano, come minimo, 70 g in meno (quella braccialata): non offrono la stessa sensazione di solidità ma hanno una straordinaria leggerezza. Nel caso scegliate il titanio, sappiate che è disponibile sia la versione lucida che quella sabbiata. Se non amate vedere il vostro orologio riempirsi di graffi e graffietti in men che non si dica, orientatevi su quello “brushed”…anche se la scelta dei quadranti, in questo caso, si limita ai numeri arabi su sfondo nero opaco (comunque bello e leggibilissimo in ogni situazione). Evitate i dials carbon fiber like…hanno una leggibilità pessima. Volete distinguervi? Optate per la versione orange!

 

Nonostante l’appartenenza ad una maison svizzera (insolita alla produzione di orologi molto tecnici, che generalmente hanno passaporto finlandese o giapponese), il T-Touch II è un computer da polso sufficientemente preciso ed affidabile, che unisce ad un design inconfondibilmente Tissot prestazioni di tutto rispetto che non lo fanno sfigurare nemmeno di fronte a mostri sacri come Suunto…

 

Nonostante i notevoli passi avanti compiuti da Tissot con i vari Expert e Touch II, il T-Touch è, a parer mio, tuttora ingiustamente penalizzato dal suo sfortunato passato.

I problemi di gioventù sono stati ormai ampiamente risolti, e lo dimostra l’”Expert” (che monta un modulo ETA del tutto analogo), che ha ormai un paio di anni di onorata e rodata carriera alle spalle.

Ora il T-Touch è assolutamente affidabile e non soffre più dei noti problemi di scarsa impermeabilità (tallone d’Achille dei primi modelli del “Classic”), all’origine dei principali tipi di malfunzionamenti storicamente noti.

 

Con questo, chiudo la mia recensione sperando di aver fatto cosa gradita per chi, come me fino a qualche giorno fa, era titubante sull’acquisto di questo modello. Sono sicuro che chi lo proverà non potrà che restarne soddisfatto.

A fronte di un esborso relativamente superiore alla media (prezzi di listino a partire da circa 560 euro, per la versione acciaio/caucciù), ci si porta a casa un gioiellino tecnologico, di ottima fattura e dall’elevato contenuto tecnologico, che ha saputo far tesoro degli errori del passato per rinnovarsi, restando pur sempre fedele a se stesso e alla sua inconfondibile e irresistibile linea.

 

Un saluto a tutti gli amici

 

Marco – RiderPaol