Il Futuro di Longines parte dal Passato

La forza inimitabile di un Mito

 

Il titolo, molto vicino ad un ossimoro, è invece una realtà che esprime la grande tradizione e la gloriosa Storia di Longines, nonché l’abile strategia attuata dalla dirigenza.

Il brand di Saint-Imier è infatti uno dei pochissimi che verrebbero citati da chiunque se fosse posta a bruciapelo la domanda di elencare tre o quattro marchi orologieri importanti.

Longines L1.645.4.52.4, il mito.

Longines L1.645.4.52.4, il mito.

Da quel 1832, anno di fondazione della maison, sono intercorsi innumerevoli successi e affermazioni circa la qualità tecnica e il prestigio del marchio dalla clessidra alata, che è divenuto esso stessop sinonimo di alta competenza professionale.

Ne sono testimoni anche i numerosissimi incarichi affidati a Longines per i cronometraggi ufficiali, in competizioni dove, per la loro stessa credibilità, il millesimo di secondo può determinare capovolgimenti epocali di classifica.

Conscia di questo privilegio che non è da tutti, la maison propone periodicamente la riedizione, in versione da collezione, e quindi in serie limitate e/o numerate, i modelli che hanno costruito la leggenda del brand.

A tutto ciò va aggiunto l’occhio di riguardo che la proprietà (il colosso elvetico Swatch Group, “patron” di marchi del massimo prestigio nel panorama mondiale), getta su Longines.

È indubbiamente in corso di svolgimento una campagna di ricollocamento del marchio nelle graduatorie mondiali.

Troppi sono gli indizi, tali da divenire più che una prova una certezza.

In molti Paesi europei, Longines è stato ammesso nella fascia più elevata del lusso, attraverso il suo inserimento nei negozi “Tourbillon” di proprietà del gruppo, lasciando a Hamilton la leadership nel settore controllato dai punti vendita “Hour Passion”.

Longines si trova così in compagnia di Breguet, Blancpain, Jaquet Droz, Glashütte e Omega, marchi al giorno d’oggi considerati il Top del settore.

Questo “cambiamento epocale” tocca anche la vendita al dettaglio tradizionale attraverso i concessionari.

Il brand viene distribuito secondo nuove e più precise regole.

Innanzitutto va rimarcata la drastica riduzione del numero dei concessionari, che ha ormai raggiunto il livello di esclusiva che fu di Omega fino a qualche mese fa, e non accenna a fermarsi verso il basso.

Lo scopo è quello di raggiungere un livello di rete di distribuzione meno capillare ma più competente e mirata, impostata su competenza, conoscenza del prodotto e capacità nel servizio post-vendita, caratteristiche peculiari di un marchio del lusso orologiero.

Anche il lato tecnico è pesantemente coinvolto in questo remanagement: Longines equipaggia i propri orologi soltanto con movimenti che esprimono il concetto più vicino al calibro di manifattura, potento contare su meccanismi prodotti in-house e in assoluta esclusiva da strutture interne al gruppo di appartenenza.

È questo il caso dei nuovissimi quadri-retrogradi e della mitica ri-edizione del 24 hour costruito negli anni ’50 per i piloti di Swiss-Air.

Nel 2014 abbiamo avuto una controprova significativa, con la presentazione di una serie riproducente il leggendario “Conquest-Heritage”, forse l’orologio più famoso del mondo, ma sicuramente il più “riconosciuto” come simbolo vintage, in quanto ininterrottamente prodotto a partire dal 1954, e sempre in testa al gradimento di appassionati e collezionisti, per la sua valenza tecnica e per la capacità di interpretare il gusto in modo trasversale e immortale.

Con questi presupposti c’è da chiedersi fino a quando Longines sarà distribuito all’interno della sua fascia attuale di prezzo, che, come è noto, ha raggiunto un livello del rapporto qualità prezzo incredibilmente conveniente.

C’è da pensare seriamente al fatto che l’acquisto di un Longines, a queste condizioni, sia un vero e proprio investimento economico, testimoniato anche dalla curva crescente ed esponenziale della richiesta dei collezionisti.